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Axion Open 2026, il tabellone comincia a scoprire le gerarchie: Timofeeva c’è, Bandecchi avanza, Pigato e Rame tengono il passo

Scritto da Alessandro Marrarosa | 22-apr-2026 23.10.42

L’Axion Open 2026 entra nella sua fase più viva e i tabelloni, dopo i primi passaggi chiave, iniziano a raccontare una storia già molto interessante. A Chiasso il singolare ha cominciato a selezionare il gruppo delle giocatrici capaci di dare continuità al proprio status, ma anche a premiare chi è riuscita a leggere meglio le condizioni e i momenti del match. Nel doppio, intanto, il livello si è alzato subito, con accoppiamenti solidi, una testa di serie costretta allo stop e una parte alta che promette incroci di notevole peso tecnico.

Nel main draw di singolare, la prima testa di serie Maria Timofeeva ha dovuto lavorare a fondo per aprire il suo torneo. Il successo su Lucia Cortez Llorca per 2-6 6-1 7-6(5) racconta una partita in cui l’inerzia è cambiata più volte. Partenza complicata, poi una reazione netta nel secondo set e infine una chiusura di nervi nel tie-break decisivo: non è stata una vittoria lineare, ma proprio per questo può valere molto, perché dice della capacità di restare dentro il match anche quando il controllo sembra sfuggire.

Nella stessa sezione del tabellone ha confermato solidità Jennifer Ruggeri, che dopo il primo successo ha continuato il suo cammino e si è presa un posto nei quarti. Accanto a lei avanza anche Lucija Ciric Bagaric, uscita bene dalla sfida con Chloe Paquet, vinta 6-7(2) 6-1 7-6(5). È uno di quei punteggi che restituiscono perfettamente la durezza di un match: set lunghi, equilibrio costante, necessità di ricostruire lucidità dopo aver perso il primo parziale. In un torneo di questo livello, passare partite così conta quasi quanto il tennis espresso.

Molto significativo anche il percorso di Susan Bandecchi [6], che dopo l’esordio vincente contro Jule Niemeier ha trovato un altro passo avanti nel torneo. Il suo successo per 6-3 6-2 certifica una prestazione ordinata, pulita, con buon controllo degli scambi e la capacità di togliere progressivamente campo all’avversaria. Bandecchi si sta muovendo dentro il torneo con la qualità di chi non cerca soltanto di resistere, ma prova a imporre il proprio ritmo.

Nella parte centrale del draw continua la corsa di Alice Rame [4], che si era già fatta notare per il successo su Noelia Manta e ora resta una presenza molto credibile nella corsa alle fasi finali. Con lei avanza anche Aurora Zantedeschi, autrice di una bella rimonta contro Berfu Cengiz: 2-6 6-0 6-2. È una vittoria che merita attenzione perché racconta adattamento, tenuta mentale e capacità di cambiare completamente faccia alla partita. Perdere nettamente il primo set e poi prendere in mano il match in quel modo è un segnale tecnico, ma anche caratteriale.

Nella stessa zona del tabellone si è fatta largo Adrienn Nagy, che ha regolato Julie Struplova con un doppio vantaggio progressivo, 6-2 6-3, mentre Kathinka von Deichmann [8] ha avuto bisogno di tre set per piegare Eva Bennemann, 2-6 6-1 6-4. Anche qui il punteggio dice molto: partenza in salita, poi una risposta di sostanza, con il match ricondotto su binari più favorevoli attraverso maggiore continuità e migliore gestione dei passaggi delicati.

Nella metà bassa del tabellone si sono prese spazio due storie particolarmente interessanti. La prima è quella di Samira De Stefano, che ha vinto una partita ad alta tensione contro Noemi Basiletti per 3-6 6-3 7-6(3). Match durissimo, da leggere più sul piano del coraggio che su quello della semplice esecuzione. Quando si arriva così in fondo, la differenza la fanno la lucidità nella costruzione dei punti importanti e la capacità di non farsi travolgere dal punteggio.

L’altra storia è quella di Alina Granwehr, capace di superare Gabriela Ce per 6-4 6-3, confermando una presenza sempre scomoda nel contesto del torneo. E ancora, la parte bassa conserva tutto il peso di nomi già attrezzati per arrivare in fondo: Tereza Martincova resta in corsa dopo il successo già acquisito su Anastasia Gasanova [3], mentre Katarina Zavatska ha trovato continuità dopo la vittoria in rimonta su Yasmine Kabbaj.

Chi invece ha risposto con autorità è Lisa Pigato [2], che ha fermato Rasheeda McAdoo per 6-4 6-3. Era uno dei match più interessanti della parte bassa, perché McAdoo arrivava dalle qualificazioni con fiducia e partite nelle gambe. Pigato ha fatto quello che una testa di serie deve saper fare in questi casi: non concedere entusiasmo gratuito all’avversaria, gestire i passaggi sensibili e tenere il match dentro un perimetro di controllo. Non una vittoria rumorosa, ma una vittoria pesante.

Sempre in basso, Polona Hercog ha risolto con decisione il confronto con Arina Bulatova, 6-0 6-2, un punteggio che parla di superiorità netta nella gestione del ritmo e delle geometrie. In un tabellone che si sta via via indurendo, restano proprio questi dettagli a fare la differenza: chi riesce a vincere senza disperdere energie aggiunge qualcosa in prospettiva.

Anche il doppio ha già prodotto una prima selezione importante. Le numero 1 del seeding, Rasheeda McAdoo / Sapfo Sakellaridi, avevano aperto con un severissimo 6-0 6-0 e si sono guadagnate un posto in semifinale, dove troveranno Lucija Ciric Bagaric / Nika Radisic [3]. Sarà un confronto di alto livello nella parte alta del draw, perché entrambe le coppie hanno mostrato solidità e capacità di governare bene i turni senza vantaggi.

Molto bene anche Susan Bandecchi / Deborah Chiesa, che dopo il successo iniziale hanno conquistato il diritto di restare nel gruppo delle coppie più credibili di questa prima fase. Nella stessa metà avanzano pure Oana Gavrila / Adrienn Nagy, uscite vincitrici da un quarto di finale combattuto contro Lucia Cortez Llorca / Julie Struplova per 6-3 2-6 [12-10]. Un match deciso sui dettagli, dove la super tie-break finale racconta equilibrio, pressione e capacità di tenere il punto quando la partita si stringe.

Nella parte bassa, Alina Granwehr / Kathinka von Deichmann continuano il loro percorso dopo il 6-4 6-2 su Yasmine Kabbaj / Marie Mettraux e aspettano ora Samira De Stefano / Federica Urgesi, promosse per walkover contro le teste di serie numero 4 Irene Burillo / Berfu Cengiz. È uno sviluppo che cambia gli equilibri della sezione, perché apre spazi nuovi e consegna alla coppia italiana una chance importante.

Nell’ultimo quarto, Maria Martinez Vaquero / Emily Webley-Smith hanno eliminato Martina Colmegna / Katerina Tsygouorova per 6-3 7-5 e affronteranno Aneta Kucmova / Aneta Laboutkova [2], avanti dopo il ritiro della coppia Ruggeri / Zantedeschi sul punteggio di 6-3 1-2 ret. Un passaggio sfortunato per il tandem italiano, che interrompe così una possibile corsa interessante.

Il quadro che esce da Chiasso è quello di un torneo già densissimo. Le teste di serie più attese sono ancora dentro, ma nessuna può pensare di amministrare. Le qualificate hanno portato intensità, diverse partite si sono allungate oltre le due ore emotive del punteggio e il tabellone, soprattutto in singolare, promette quarti di finale con identità tecniche molto diverse fra loro. È esattamente il tipo di sviluppo che rende un W75 avvincente: gerarchie presenti, ma tutt’altro che blindate.