Axion Open 2026, il tabellone prende forma: Bandecchi e Rame accendono la parte alta, Martincova e Pigato avanzano. Nel doppio, Cîrîc Bagaric/Radisic sono le prime finaliste

L’Axion Open 2026 entra nella sua fase più calda e i tabelloni di giornata consegnano un quadro sempre più nitido, sia in singolare sia in doppio. Al Tennis Club Chiasso il livello si è alzato match dopo match: partite lunghe, set girati su pochi punti, tie-break pesanti e un dato che emerge con forza da questo passaggio del torneo è la qualità competitiva del campo, capace di tenere insieme esperienza, profondità e grande pressione nei momenti chiave.

Nel singolare, il torneo ha definito una semifinale alta di assoluto spessore tra Susan Bandecchi [6] e Alice Rame [4], mentre nella parte bassa restano in corsa Tereza Martincova e Lisa Pigato [2]. Nel doppio, intanto, Lucija Cîrîc Bagaric/Nika Radisic [3] sono le prime ad assicurarsi un posto in finale.

Singolare: Bandecchi cresce alla distanza, Rame trova solidità; Martincova e Pigato lanciano un segnale forte

La parte alta del draw ha offerto tennis di sostanza e partite con un peso specifico importante. Maria Timofeeva [1] aveva aperto il suo percorso superando Lucia Cortez Llorca in tre set, prima di imporsi anche su Jennifer Ruggeri, che all’esordio aveva regolato la wild card Katerina Tsygourova. Ma nei quarti la corsa della testa di serie numero uno si è fermata contro una Susan Bandecchi molto lucida, capace di prendersi il match 6-2 4-6 6-1. Un risultato che racconta bene la qualità della prestazione: partenza forte, tenuta nel momento di reazione dell’avversaria e poi accelerazione netta nel set decisivo.

Bandecchi aveva già lasciato intravedere ottime sensazioni nel turno precedente, con il successo su Jule Niemeier, dopo che Lucija Cîrîc Bagaric aveva firmato uno dei passaggi più combattuti del draw battendo Chloe Paquet al termine di una sfida ad alta tensione, chiusa 6-7(2) 6-1 7-6(5). Proprio contro Cîrîc Bagaric, la svizzera ha poi costruito un successo pesante con due tie-break, 7-6(4) 7-6(5): una vittoria da giocatrice solida nei punti che pesano, senza concedere inerzia.

Dall’altra parte della semifinale alta arriva Alice Rame [4], che si è ritagliata spazio con continuità e controllo. Dopo il successo su Noelia Manta, la francese ha beneficiato del ritiro di Aurora Zantedeschi sul 4-1 in suo favore nel turno successivo. Nei quarti, però, ha dovuto alzare davvero il livello contro Kathinka von Deichmann [8], uscendone con un 7-6(6) 6-4 che conferma compattezza e buona gestione dei punti delicati. Von Deichmann aveva a sua volta superato Adrienn Nagy in tre set, a certificare quanto la sezione fosse complessa e piena di passaggi scomodi.

Nella metà bassa, il nome che colpisce per autorevolezza è quello di Tereza Martincova. La ceca ha prima eliminato Anastasija Gasanova [3] e poi ha imposto un netto 6-3 6-0 a Samira De Stefano, prendendosi la semifinale con un punteggio che lascia intuire un controllo marcato dello scambio e della direzione tattica del match. De Stefano, da parte sua, si era guadagnata il posto nei quarti dopo una battaglia intensa con Noemi Basiletti, chiusa 3-6 6-3 7-6(3), e dopo aver fermato Ayla Aksu, protagonista dell’eliminazione della testa di serie numero sette Irene Burillo.

L’altra semifinale sarà invece affidata alla corsa di Lisa Pigato [2], che ha dato un segnale molto chiaro. L’azzurra ha superato Rasheeda McAdoo e poi ha travolto Polona Hercog con un severo 6-1 6-1, prendendosi il pass per il penultimo atto. Prima ancora, era stata Katarina Zavatska a emergere dalla sua sezione con autorità, dopo il successo su Yasmine Kabbaj e il netto 6-0 6-3 su Elsa Bonelli, ma la spinta di Pigato ha cambiato l’equilibrio della parte bassa. In parallelo, Martincova è arrivata in semifinale dopo aver fermato anche Alina Granwehr, autrice a sua volta di un buon torneo.

Il quadro, ora, è di grande interesse: Bandecchi-Rame opporrà due giocatrici che hanno costruito il loro cammino con solidità e ordine, mentre Martincova-Pigato promette una sfida dal peso tecnico notevole, tra una giocatrice che ha imposto ritmo e profondità e un’azzurra che sta entrando nel torneo con crescente convinzione.

Doppio: Cîrîc Bagaric e Radisic trovano il passo giusto, prima finale conquistata

Anche il tabellone di doppio ha iniziato a consegnare i suoi verdetti più importanti. Nella parte alta, Lucija Cîrîc Bagaric/Nika Radisic [3] hanno firmato il percorso più lineare e convincente della giornata. Dopo aver superato Jule Niemeier/Maria Timofeeva e poi Oana Gavrila/Adrienn Nagy, coppia uscita da un match durissimo deciso al super tie-break, hanno alzato ulteriormente il livello in semifinale battendo le prime teste di serie Rasheeda McAdoo/Sapfo Sakellaridi [1] per 6-4 6-3.

È un successo che pesa. McAdoo e Sakellaridi avevano cominciato il torneo con un perentorio 6-0 6-0 e nei quarti avevano reagito bene contro Susan Bandecchi/Deborah Chiesa, imponendosi al match tie-break dopo aver perso il primo set. Ma in semifinale la coppia formata da Cîrîc Bagaric e Radisic ha trovato più continuità, maggiore pulizia nelle fasi di costruzione e soprattutto una gestione più efficace dei turni di servizio nei momenti chiave.

Nella parte bassa, il tabellone resta invece ancora aperto. Samira De Stefano/Federica Urgesi si sono spinte avanti beneficiando di due walkover consecutivi, mentre Aneta Kucmova/Aneta Laboutkova [2] hanno raggiunto la semifinale dopo aver superato Jennifer Ruggeri/Aurora Zantedeschi per ritiro e poi Maria Martinez Vaquero/Emily Webley-Smith in rimonta, 1-6 6-2 [10-4]. La seconda finalista, dunque, deve ancora emergere da una sezione che resta tutta da decifrare.

Un torneo che ora cambia passo

I tabelloni di oggi raccontano un Axion Open ormai entrato nella sua zona più selettiva. In singolare si intravedono quattro profili diversi ma tutti credibili per arrivare fino in fondo: la consistenza di Bandecchi, la tenuta competitiva di Rame, il peso specifico di Martincova e la brillantezza offensiva di Pigato. Nel doppio, intanto, la prima finale assegnata premia una coppia capace di crescere turno dopo turno e di alzare il rendimento proprio contro le favorite della parte alta.

A Chiasso, insomma, il torneo ha smesso di essere soltanto una promessa di equilibrio: adesso è una corsa vera, serrata, in cui ogni set comincia ad avere il valore di una svolta.

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