Axion Open 2026, domani è il giorno dei quarti: Chiasso entra nel cuore del torneo tra sfide di peso e incroci ad alta tensione

L’Axion Open 2026 si prepara a vivere una giornata che può cambiare il volto del torneo. Il programma di venerdì 24 aprile porta in scena a Chiasso i quarti di finale del singolare e le semifinali del doppio, con un ordine di gioco che mette in fila esperienza, teste di serie, derby tecnici e incroci che promettono contenuti molto diversi tra loro.

Sul Centrale si comincia alle 11.30 con Samira De Stefano contro Tereza Martincova, primo quarto del tabellone femminile. A seguire, non prima delle 13.00, toccherà ad Alice Rame [4] e Kathinka von Deichmann [8]; poi, non prima delle 15.00, spazio a Katarina Zavatska contro Lisa Pigato [2]. A chiudere la giornata sul campo principale, non prima delle 17.00, una delle sfide più attese: Maria Timofeeva [1] contro Susan Bandecchi [6].

Su Campo 2, invece, il pomeriggio sarà dedicato al doppio. Non prima delle 14.30, dopo il riposo, Samira De Stefano/Federica Urgesi affronteranno Aneta Kucmova/Aneta Laboutkova [2]; non prima delle 16.00 sarà la volta di Rasheeda McAdoo/Sapfo Sakellaridi [1] contro Lucija Cîrîc Bagaric/Nika Radisic [3].

De Stefano-Martincova, il primo snodo del giorno

Il via del programma mette subito in campo una sfida che può dire molto sull’inerzia della parte bassa del draw. Samira De Stefano arriva a questo appuntamento dopo un percorso costruito con personalità e capacità di reggere le oscillazioni del match, qualità indispensabili quando il torneo entra nella sua fase più selettiva. Dall’altra parte troverà Tereza Martincova, profilo di peso e di esperienza internazionale, una giocatrice che sa togliere tempo, imporre profondità e dare struttura allo scambio.

La chiave sarà probabilmente nel rapporto tra ritmo e tenuta. Se De Stefano riuscirà a portare il match su una linea di aggressione controllata, con buone percentuali nei primi due colpi, potrà restare agganciata all’incontro. Martincova, però, ha il tipo di tennis che tende a far pagare ogni palla corta di intensità: pressione costante, lettura delle traiettorie e capacità di aprire il campo con ordine. È un quarto che può girare molto sulla qualità della risposta e sulla gestione dei turni iniziali di servizio.

Rame-von Deichmann, equilibrio e dettagli

Il secondo quarto di finale propone forse il confronto più sottile dal punto di vista tattico. Alice Rame [4] e Kathinka von Deichmann [8] arrivano a questo incrocio con credenziali solide e con la sensazione di poter entrambe allungare il torneo. È una partita che potrebbe vivere di strappi brevi e di lunghi tratti in equilibrio, perché entrambe hanno struttura per stare dentro gli scambi senza forzare oltre misura.

Per Rame sarà importante tenere il campo con continuità e non concedere troppo spazio alla variazione. Von Deichmann, invece, può cercare di sporcare il ritmo, cambiare altezze e togliere riferimenti. Più che una sfida da pura potenza, sembra un match da lettura, pazienza e scelta del momento giusto per accelerare. Nei quarti, spesso, non basta giocare bene: bisogna anche saper riconoscere quando una partita va portata fuori dalla comfort zone dell’avversaria.

Pigato-Zavatska, test di maturità per la testa di serie numero due

Il terzo match sul Centrale mette di fronte Lisa Pigato [2] e Katarina Zavatska, in una partita che sulla carta ha spessore tecnico e ritmo potenzialmente alto. Pigato rappresenta una delle candidature più credibili nella corsa al titolo: la sua posizione nel seeding la espone alle aspettative, ma anche alla necessità di confermare quotidianamente il proprio status in un tabellone che non regala nulla.

Zavatska, però, è avversaria che può complicare molto il pomeriggio. Ha tennis per cambiare geometrie, reggere da fondo e alzare il livello agonistico dello scambio. Per Pigato il passaggio sarà soprattutto nella capacità di comandare senza perdere misura: prendere in mano il gioco, sì, ma evitando di scoprire il fianco alla controffensiva. È uno di quei quarti in cui la testa di serie deve mostrare non solo qualità, ma anche maturità nella gestione.

Timofeeva-Bandecchi, il match più atteso

A chiudere il programma del singolare sarà la sfida forse più carica di significato dell’intera giornata: Maria Timofeeva [1] contro Susan Bandecchi [6]. Da una parte la numero uno del tabellone, dall’altra una giocatrice svizzera che, per collocazione e caratteristiche, ha tutti gli elementi per trasformare il quarto in una partita ad alto voltaggio.

Timofeeva porta in campo lo status di favorita e un tennis che, quando gira con fluidità, può diventare molto difficile da contenere. Bandecchi, però, ha la capacità di entrare con intensità, trovare soluzioni in spinta e soprattutto alzare la qualità agonistica del confronto. In partite così conta molto la direzione del primo set: se la testa di serie numero uno riesce a mettere ordine da subito, può indirizzare il match; se invece Bandecchi trova fiducia in risposta e riesce a far giocare un colpo in più, il Centrale potrebbe assistere a una sfida lunga e nervosa, di quelle che si decidono sulla lucidità nei momenti pesanti.

Doppio, due semifinali con identità molto diverse

Il programma del Campo 2 propone due semifinali che meritano attenzione. La prima vedrà opposte Samira De Stefano/Federica Urgesi e Aneta Kucmova/Aneta Laboutkova [2]. È una sfida interessante perché mette di fronte una coppia italiana che proverà a giocarsi le proprie chance con energia, presenza e qualità nelle fasi di chiusura, contro un tandem ceco accreditato dalla testa di serie numero due e verosimilmente più abituato ai meccanismi del doppio di alto livello.

Nel doppio, più ancora che in singolare, pesano sincronismi, qualità della prima palla, risposta bloccata e occupazione della rete. De Stefano e Urgesi avranno bisogno di trovare subito ordine nei turni di battuta e coraggio sulle seconde, evitando di concedere campo. Kucmova e Laboutkova, per contro, cercheranno probabilmente di imporre una partita di pressione e schemi chiari, puntando a non allungare troppo gli scambi.

La seconda semifinale ha invece il sapore di una sfida tra coppie di alto profilo del tabellone: Rasheeda McAdoo/Sapfo Sakellaridi [1] contro Lucija Cîrîc Bagaric/Nika Radisic [3]. Qui il margine si annuncia sottile. Le prime teste di serie partono con il peso del ranking e delle aspettative; le avversarie, da numero tre del seeding, hanno però tutta la consistenza per trasformare il match in un confronto aperto, dove una o due risposte aggressive possono cambiare un intero parziale.

Una giornata che può dare un’identità definitiva al torneo

Il bello dei quarti di finale sta proprio qui: il torneo smette di essere una somma di potenzialità e comincia a scegliere le sue protagoniste. Domani a Chiasso non ci saranno soltanto partite da vincere, ma partite da interpretare: capire il momento, reggere i passaggi a vuoto, intuire il piano tattico giusto, avere la freddezza di giocare bene quando la pressione sale.

L’Axion Open entra così nella sua zona più viva. Il programma è ricco, il livello si alza e il margine si assottiglia. Da venerdì sera il tabellone avrà un volto molto più definito. E, come sempre accade quando un torneo arriva a questo punto, ogni dettaglio potrà fare la differenza.

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